Fatture Energia e Gas: troppi i consumi stimati

A seguito di ripetute segnalazioni da parte di Codici, di consumatori che lamentano bollette riportanti consumi non reali ma stimati, l’Aeegsi (Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) ha voluto condurre un’indagine sull’80% dei gestori che operano sia nel campo dell’energia elettrica che del gas.
Ed effettivamente i dati scaturiti non sono affatto dei più rassicuranti. È infatti emerso che su 220 milioni di fatture totali, il 13% di quelle energetiche sono in consumo stimato e, per quelle relative al gas, parliamo invece addirittura del 50%!
Per l’energia quindi sarebbero 17 milioni le fatture riportanti dati ipotetici anziché reali. E spesso avviene che, nonostante i diversi conguagli, persino la coda di fatturazione sia in consumo stimato! Eccone la prova: dal totale delle fatture emesse, il 16% presenta stime di coda, di cui 12 milioni sono riferite a clienti del servizio di Maggior Tutela e la restante parte ai clienti del mercato libero.
Peggiore la situazione del gas poiché, sempre dall’indagine condotta dall’Aeegsi, risulterebbe che addirittura il 50% delle fatture sia in consumo stimato. In termini pratici questo si traduce in importi spropositati che incidono pesantemente sul bilancio familiare, soprattutto se consideriamo che una bolletta media ammonta a circa 1500 euro l’anno.
Ma non è finita! A tutto questo c’è da aggiungere che sono ben 600 mila le bollette che ogni anno non vengono consegnate.
Drammatico poi il dato relativo alle autoletture, che per circa ‘80% non vengono mai acquisite!
E risulta purtroppo che il mercato la cui lettura stimata presenta numeri maggiori sia proprio quello libero. Il 28% delle fatture con conguaglio sarebbero indirizzate a clienti di Maggior Tutela e il restante 72% a quelli del mercato di libera concorrenza.
Non è difficile intendere che si tratta sostanzialmente di veri e propri anticipi che i consumatori elargiscono di tasca propria ai gestori senza che questi paghino però alcun interesse.
Di conseguenza dovrebbero allora essere interamente rimosse le fatturazioni stimate oppure che venga almeno riconosciuto al consumatore un interesse per i sopra citati anticipi. Oltre a questo, sarebbe bene anche procedere ad una revisione dei costi di misura e delle letture presenti in bolletta, tanto allettanti che negli ultimi anni gli unici ad investire in questo settore sono i Fondi d’investimento.
Infine così commentano il Segretario Nazionale, Ivano Giacomelli, e Luigi Gabriele di Affari Istituzionali CODICI: “Ricordiamo che gli italiani pagano i costi di rete che incidono per il 10% sulla fattura complessiva, costi che servono a pagare chi legge i contatori. Perché paghiamo i distributori se non servono a garantire una fatturazione allineata ai consumi?” 

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