La verità sulla notizia della tassa sui condizionatori

La novità, nota ormai a chiunque, riguardante la presunta tassa sui condizionatori, che sarebbe dovuta ammontare a 200 euro per famiglia, ha creato non poco scompiglio tra i consumatori.
La notizia, subito diventata virale in rete ad opera soprattutto dei social network, si è però in definitiva rivelata infondata, ma ha seriamente rischiato di rovinare l’estate a tutti.
Il fatto vero è che le associazioni dei consumatori, Federconsumatori e Adusbef, hanno lanciato un allarme e stimato di conseguenza una tassa da 200 euro l'anno a famiglia ma solo ed esclusivamente per gli impianti di condizionamento oltre i 12 kW, ovvero quelli necessari a rinfrescare ambienti di oltre i 160 mq, mentre nelle abitazioni medie si arriva solitamente a 2 o 2,5 kW.
Ma per il rilascio del libretto e del primo bollino per i condizionatori si è quantificata una spesa di 180-220 euro, che sale a circa 300 se i condizionatori in casa sono più di uno.
Questa tassa era in realtà già stata introdotta dal Governo Monti a seguito di una direttiva europea del 2013 sulle emissioni di anidride carbonica che mirava a garantire la manutenzione e a migliorare l'efficienza energetica dei condizionatori per i grandi ambienti. E l’Italia ha dovuto adeguarsi alle prescrizioni volte a tutelare l'ecosistema e a favorire risparmio economico e competitività.
Il MiSe (Ministero dello Sviluppo Economico) ha poi precisato che ci sarà solo l’obbligo di possedere un libretto e manutenere le macchine con controlli ogni quattro anni: "La maggior parte dei condizionatori non ha l'obbligo del libretto di impianto e manutenzione in quanto non supera la potenza di 12kW".
Un articolo di carattere tecnico informa: "La direttiva non è affatto pensata per i condizionatori familiari, ma solo per sistemi di climatizzazione con potenza nominale minima di 12 KWatt, ovvero l’equivalente di 43000 BTU. Giusto per dare un’idea, stiamo parlando di unità abitative con più di 5 unità di raffreddamento e almeno 150 mq da raffreddare".
Il Mise ha poi aggiunto: "Quanto a impianti di maggior potenza installati presso gli esercizi commerciali, occorre evidenziare che a fronte della spesa per la corretta manutenzione, vi sono importanti vantaggi. Infatti, oltre a garantire la sicurezza, la riduzione dei consumi per il miglioramento dell'efficienza comporta una riduzione della spesa per la bolletta energetica. Per quanto riguarda gli incentivi, si segnala che sono a disposizione dei cittadini e delle imprese diversi strumenti di agevolazione. Il cosiddetto Ecobonus garantisce la detrazione fiscale del 65% delle spese sostenute per la sostituzione di condizionatori con impianti più efficienti. Inoltre, le detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia consentono di detrarre il 50% della spesa per l'acquisto di nuovi impianti. Un ulteriore strumento particolarmente adatto alle imprese che intendono sostituire gli impianti di condizionamento con altri più efficienti è il cosiddetto ‘Conto termico’ che mette a disposizione incentivi per gli impianti a fonti rinnovabili".
Sono per di più previste sanzioni, anche abbastanza salate, per chi non risulterà in regola, dai 500 ai 3000 euro. Staremo a vedere…

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