Allarme freddo e rialzo dei prezzi di luce e gas

Già dal mese di ottobre 2016 era scattato un allarme per il freddo, allarme che purtroppo nei prossimi giorni si rinnoverà a causa del peggiorare delle condizioni meteo e l'arrivo di una nuova ondata di gelo che interesserà tutta l’Europa. Ciò metterà a rischio sia la tenuta del sistema elettrico nazionale sia le riserve strategiche di gas.

Così come era successo a fine anno scorso, le maggiori responsabilità arrivano da fuori Italia, in particolare dalla Francia, dove da tre mesi un terzo delle centrali nucleari è stato fermato a causa di una anomalia del "cappotto" di cemento a protezione del reattore della centrale in costruzione a Flamanville, in Normandia. A dire il vero questo sarebbe solo l’ultimo di una lunga sfilza di problemi che ha portato a posticipare di cinque anni la sua inaugurazione. Dopo questo episodio dunque sono state disposte verifiche anche in altre centrali francesi e non solo.

Pertanto da essere Paese che esportava nucleare a basso costo, la Francia è diventata importatrice da Germania, Svizzera, Spagna e Italia. Questo ha scatenato un aumento dei prezzi delle Borse elettriche, specie in Italia, dove si esporta energia prodotta soprattutto dal termoelettrico. Risultato: rialzo delle bollette elettriche del mercato tutelato a partire proprio dall’inizio di questo mese, cosa che si è verificata anche per il gas.

Per scongiurare allora cali di tensione sulla rete ed eventuali black out, il MiSe ha pregato Enel di rimandare la chiusura delle due centrali a carbone italiane per le quali era stata predisposta la dimissione, ovvero quella di Genova, quella di Bastardo in Umbria ma anche quella piemontese di Chivasso, ex Edipower.

Poi per evitare tensioni tra stati, otto operatori europei hanno comunicato di aver rinviato lavori di manutenzione e aumentato la capacità intergiornaliera della Svizzera verso la Francia proprio per soddisfare le necessità dei fornitori e limitare i rischi di interruzione.

Per quanto attiene invece il gas, qualche giorno fa, sempre il Mise ha attivato sistemi di monitoraggio e esortato gli importatori a mantenere il livello degli stoccaggi entro valori che ne consentano il sicuro utilizzo anche per i prossimi mesi invernali. Per fortuna però, rassicura Snam, la società responsabile della distribuzione in tutta Italia, gli stoccaggi sarebbero pieni ancora per il 60%.

Anche in questo caso c’è di mezzo la Francia dove le regioni del nord sono mal collegate con quelle del sud a causa delle carenti infrastrutture e oltre a ciò il rigassificatore della Provenza funziona poco a causa del rialzo dei prezzi in Asia, dove si concentrano le forniture via nave. Per questi motivi i vicini francesi sono costretti a importare sempre più elettricità e Snam, che tre anni fa è diventato il socio industriale della rete del sud-ovest del Paese, sta lavorando per colmare la penuria di infrastrutture.

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