Gas garantito alle famiglie in caso di crisi

La scorsa settimana a Bruxelles si è finalmente raggiunto un accordo, dopo una proposta che risale an anno fa, circa l'approvvigionamento del gas naturale per gli stati dell'Unione Europea e che ha come finalità quella di realizzare una sorta di solidarietà tra stati.

Per prima cosa infatti, si prevede che, qualora si verificasse un’importante crisi in uno dei Paesi membri, i suoi vicini sono tenuti ad intervenire così da garantire la fornitura di gas sia a famiglie che ai servizi di emergenza.

In secondo luogo la creazione di gruppi di Paesi, accomunati dal rischio, dovranno impegnarsi a mettere in pratica politiche comuni sempre per assicurare la sicurezza energetica. Si sappia che l'Italia ad esempio prende parte a cinque diversi gruppi: rotta ucraina, Mare del Nord, Nord Africa, Sud Europa e Mediterraneo orientale.

Il terzo e ultimo punto invece è il più innovativo e annuncia che le società di vendita di gas debbano comunicare alla Commissione europea i contratti più rilevanti, quelli cioè che rappresentano almeno il 28% del consumo annuale di gas di uno stato membro. Questo perché si vuole far fronte alle crisi energetiche che hanno colpito l'Europa negli anni 2006 e 2009, quando ci fu una interruzione di gas dalla Russia a causa di una crisi politica in Ucraina, territorio di transito.

A onor del vero, la Commissione aveva inizialmente avanzato la proposta che la comunicazione dovesse avvenire per tutte le nuove intese commerciali relative ad almeno il 40% del fabbisogno di gas di uno Stato. In seguito però sono state previste norme più restrittive: il tetto è stato portato al 28% del consumo annuo di gas del Paese anche se il calcolo si basa su intese individuali o cumulate sia nuove che vecchie.

Tenendo presente che a oggi il gas rappresenta 1/4 della domanda di energia europea, la dipendenza da questa materia prima è comunque aumentata negli ultimi dieci anni. In più il 65% del gas utilizzato in Europa è importato, soprattutto da Russia, Norvegia e Algeria.

In conclusione l'accordo deve ora essere approvato formalmente dal Consiglio e dal Parlamento e il testo legislativo entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

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